Rosita Ferrato – Pagina 9 – Rosita Ferrato
20 Gennaio 2012 - Càpita di essere invitati in un paese della Basilicata e scoprire un nuovo mondo: quello degli arberesh del sud Italia, ovvero gli albanesi che nel 1400 fuggirono dalla loro patria, perché sulle loro terre infuriava la guerra contro le invasioni ottomane e l'eroe nazionale Giorgio Kastriota Skanderbeg ne frenava con onore l'avanzata (difese l'Albania per 20 anni!). Càpita di trovarsi in Lucania in un paese ove le
“Alla terra nera sapor petrolio, mia famiglia in Iraq, in attesa del mio ritorno; alla sabbia tinta di hennè, i parenti in Marocco con lo sguardo verso il mare; al tiepido azzurro che mi circonda; gli amici italiani con l'amore negli occhi... (…)” . La dedica nella prima pagina del libro è già una poesia, ma se ne troveranno altre all'interno del testo. Il romanzo è “La sposa ripudiata” (Bompiani), ultimo libro di Younis
Ho incontrato la scrittrice albanese Elvira Dones a Torino il 24 settembre, in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo. Elvira Dones che scrive nella sua lingua natale (7 libri) e in italiano (2), nata a Durazzo e oggi cittadina statunitense; anche regista di documentari per la Tv svizzera, ma soprattutto celebre romanziera: con successo ha pubblicato per Feltrinelli Sole bruciato (2001) e Vergine Giurata (2007). Di lei
Il 28 novembre: l'anniversario della caduta del dominio ottomano e la liberazione dell'Albania. Svariati e ricchissimi in tutta Italia i momenti di cultura, anzi di intercultura per celebrare questa data: ho avuto la fortuna di parteciparvi, e adesso ve li racconto. Un pomeriggio inserito in una rassegna intitolata “Aspettando il centenario” (con mostre fotografiche, concerti e momenti di sport). Due le scrittrici: una albanese
Un “bosco finto” nella piazza più grande d'Europa, delle sedie a sdraio nella piazza più bella del mondo, gente che corre sopra dei tapis roulant nella piazza del castello più affollata della metropoli. Nei fine settimana, nei giorni feriali, perfino in orari lavorativi, sempre e sempre più. Più frequenti e più stupide: queste sono le manifestazioni che Torino offre ai suoi cittadini? Un popolo di immaturi cresciuti ed evanescenti che
In Provenza, lungo il ciglio di una strada puoi trovare un piccolo scorpione, nero, di quelli innocui. In Provenza la gente è gentile, sorridente, aperta e cordiale. In Provenza si mangia magnificamente, e per onorare questo discorso, tralascerò in questa sede altre meraviglie come Aix, Gordes, Bonnieux e Lourmarin per parlare di Arles. In Provenza si mangia il toro, e ad Arles si mangia un filetto di toro che fa sperare che ciò che
"Come in tutte le arti il godimento cresce con la conoscenza dell'arte; ma la gente sa, la prima volta che vi si reca, se vi si reca con la mente aperta e prova soltanto le cose che prova davvero e non le cose che pensa dovrebbe provare, se si diverte o no alla corrida." Ernest Hemingway Morte nel pomeriggio* PUERTO DE SANTA MARIA (CADICE), 12 agosto, ore 23- Famiglie intere, nonni con nipoti, signorine. Fanfare, l'applauso del
“La photografie identifie les evenements. Elle exalte les faits et les rend memorables”. Susan Sontag Per un giornalista, una delle immagini più evocative è la foto dello svizzero Werner Bishof “Le photographes de la presse international au front”, Kaesong, Corèe du Sud: uno scatto del 1952, agenzia Magnum, durante la guerra in Corea, il primo dei conflitti mediatizzati della storia. Un manipolo di reporter sul fronte di guerra,
Siamo abituati a snocciolare dati, a vederli nelle tabelle, a sentirli letti e ripetuti, e generalmente a non farci neppure più caso: più l'informazione si tecnicizza, più sembra che ci scivoli addosso. Un esempio? Da tempo ormai sulle testate dei giornali e nell'informazione letta nelle tv, si rincorrono i numeri del carcere: 68.527 i detenuti presenti in Italia nei 206 istituti di pena, per 44.612 posti letto regolamentari
Le "fotine imperiali"... 1854: il francese Disdèri brevetta la "carte de visite" ed è un evento. Su di un'unica lastra possono essere riprese con un obiettivo multiplo quattro, otto o dodici pose, uguali oppure diverse fra loro, sia dello stesso soggetto che di soggetti diversi; ecco allora una piccola foto-ritratto da incollare su un cartoncino di 10 centimetri per 6. L'idea era: economica rispetto ai ritratti
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