Rosita Ferrato – Pagina 7 – Rosita Ferrato
Sapevate che un giornalista può fare anche un'intervista nude look? Non è da tutti, ma Luigi Grassia può. Ce lo racconta, assieme ad altri spassosi aneddoti e storie vere di redazione e di viaggi, nel suo “In mongolfiera contro un albero - sottotitolo vita vera del giornalista della porta accanto”, un libro che si legge tutto d'un fiato, intelligente, gustoso, divertente, sia per chi è del mestiere e
[dropcaps type="type2"]U[/dropcaps]n giorno una mia amica mi disse: ti dono un libro, so del tuo interesse per l'Iraq, leggilo. Un libro del 2003, intitolato Gente di Baghdad, (sottotitolo : Una donna racconta la vita quotidiana in Iraq), e in questi giorni in cui laggiù per l'ennesima volta si vive l'inferno, l'ho finalmente preso in mano. L'autrice è Nuha al Radi, donna colta facente parte dell'aristocrazia irachena. Studia a Londra,
Non siamo uccelli; e la voglia di volare, noi umani, almeno il 53% stando alle statistiche, proprio non ce l'abbiamo! Ma ci proviamo. È stata questa la premessa del corso che ho frequentato con serietà e allegria lo scorso fine settimana, un corso molto particolare. Immaginate di mettere insieme un gruppo di una decina di fobici (la paura di volare è una delle più diffuse fobie di cui soffrono gli italiani, lo sapevate?) e immaginate
Leggere il libro di Susan Dabbous “Come vuoi morire?” (Castelvecchi editore) prima di incontrarla non sarebbe stato lo stesso. Le pagine sono quelle di una donna che scrive il suo diario, di undici giorni speciali, quelli di una prigionia. Susan è una giornalista di 31 anni, ma il suo modo di fare è quello di una donna “grande”, sicura di sé, bella, decisa. Dalle pagine emerge, tuttavia, anche la sua parte più intima, più fragile, più
[dropcaps type=""]L[/dropcaps]a Belle Epoque:  periodo straordinario a cavallo fra '800 e '900. Periodo di pace: grande fermento, grandi innovazioni. Tecnologia, esposizioni universali, aumento dell'istruzione, espansione delle città, enormi progressi nel campo tecnico scientifico, ferrovie e navigazione a vapore, i primi aeroplani, la rivoluzione industriale, tramway nelle città... è questa l'Italia dove Giorgio
“Io non faccio le cose a metà. Detesto le mezze misure” dichiarerà ad un giornalista una Leni Riefenstahl già affermata. Una signora anziana, ma con un sorriso da ragazza, gli occhi che brillano: è in Africa, a realizzare uno dei suoi ultimi documentari. Una ragazzina, piena di fuoco e di talento, che lotta con il padre per intraprendere una strada da lui avversata, quella della ballerina. Una giovane donna che non si perde d’animo,
Un été pour Matisse, questo il nome della rassegna, comincia al Museo Matisse, la meravigliosa Villa des Arènes, XVIII secolo in stile genovese, sulla collina di Cimiez. La mostra si intitola “Matisse. La musica e l'opera”: spazi interi dedicati alla musica e alla danza, per sottolineare quanto queste discipline siano state importanti nella vita e nell'opera dell'artista. La prima stanza tematica è “Il silenzio della
Ora si può cominciare. Non la cena, però: una coreografia perfetta rende il Palazzo El Badi teatro di uno show degno de Le mille e una notte. Sulle mura che ci circondano vengono proiettate forme, colori, scritte e inizia lo spettacolo. Tutto è magia, rapimento, estasi pura: acrobati che danzano con il nur, il fuoco, lo rendono magico, guizzante, fuoco d'artificio. Danzatrici in una bolla d'aria, trampolieri tra i tavoli, voci di
Pista, pista...sembrano intimare i gendarmi in moto che fanno strada alla navetta degli ospiti del 7° congresso del Weec. E le folle si scansano, i taxi si assiepano per lasciare lo spazio libero e far sì che i 550 invitati al Galà a Palazzo El Badi non tardino all'appuntamento reale. Un palazzo con una storia interessante li aspetta, costruito dal sultano El Mansour il vittorioso nel VI sec e di cui il giullare del re profetizzò:
Incontrare il dottor Fouad Taha Mougharbel è un'emozione, che diventa più profonda dopo aver stabilito con lui una connessione. Perché si ha l'impressione che si è capito qualcosa di più, e che un'intervista sia diventata più di una semplice chiacchierata. Fouad non è solo un artista, è una persona con un curriculum ricchissimo: nasce a Medina nel '51, si laurea in educazione artistica al Cairo, prende un master in educazione artistica
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