Foto di guerra, reporter da Pulitzer – Rosita Ferrato
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Foto di guerra, reporter da Pulitzer

“La photografie identifie les evenements. Elle exalte les faits et les rend memorables”. Susan Sontag

Per un giornalista, una delle immagini più evocative è la foto dello svizzero Werner Bishof “Le photographes de la presse international au front”, Kaesong, Corèe du Sud: uno scatto del 1952, agenzia Magnum, durante la guerra in Corea, il primo dei conflitti mediatizzati della storia. Un manipolo di reporter sul fronte di guerra, con un’attrezzatura remota e affascinante: Rollerfelx, flash e treppiedi. Vestiti uguali, raggruppati: “Get the picture”, come dicono gli americani, e tutto il resto passa in secondo piano.

Questa una delle fotografie della mostra “L’ombre de la guerre”, fino al 25 settembre alla Maison Europeenne de la Photographie di Parigi (www. Mep-fr.org); con la collaborazione di Contrasto.
90 fotografie sui principali conflitti internazionali, un modo “per dire stop al dramma della guerra”. “Le foto qui presentate raccontano una parte della storia recente dell’umanità – afferma Alessandra Mauro, di Contrasto – sono 90 scatti, più o meno celebri, dei conflitti che hanno funestato il mondo dal 1936 al 2007. La selezione è stata pensata con l’intenzione di privilegiare le immagini con un valore di testimonianza, ma anche simbolico, cogliendo i differenti aspetti di questo perpetuo dramma umano che è la guerra”.
Non giornalisti della plume, ma de la pelicule e la mostra ne propone di straordinari: ecco le immagini che hanno fatto la storia del giornalismo fotografico, come la celebre e controversa immagine di Robert Capa, del miliziano colpito a morte, per un testimone della guerra civile spagnola, affatto imparziale, impegnato e solidale; Gerda Taro, la compagna di Capa, che ritrae una combattente- lei morta a 27 anni, piena di talento e spericolata.
E poi c’è il Vietnam, e qui ancora di più si entra nella storia, del mondo e del giornalismo. È del ’68 la famosa immagine detta l’esecuzione di Saigon: il colpo di revolver , diretto ad un prigioniero Vietcong, da parte del capo della polizia del Vietnam del Sud. Con questa foto Eddie Adams fotoreporter statunitense dell’Associated Press vince il premio Pulitzer per la fotografia 1969 e il premio World Press Photo.
Altra immagine, altro Pulitzer: nel 1972 la bimba vietnamita che corre nuda, e gravemente ustionata, in fuga dal suo villaggio che era stato attaccato da un bombardamento al napalm. È del reporter dell’ AP Nick Ut, vietnamita anch’egli.
E poi altri volti e conflitti, e altri celebri reporter: Salgado, Don Mc Cullin e tanti ancora….
“La selezione non vuole essere definitiva, né esaustiva, tanto i conflitti mondiali che hanno avuto luogo in quegli anni là sono numerosi – conclude Alessandra Mauro – ma è anche vero, come dice Georges Didi- Huberman, che per sapere bisogna immaginare ovvero avere delle immagini che permettano di comprendere, e questa selezione vuole aiutare la comprensione. La comprensione del nostro tempo, nei suoi aspetti più bui attraverso il lavoro di tutti coloro che hanno scelto di raccontare le tenebre della ragione”.

Rosita Ferrato

Le cifre della guerra:

130 milioni di dollari è il costo di un aereo da combattimento F -35 Joint Strike Fighter
100 milioni di dollari pagherebbero 600.000 trattamenti anti Aids per i bambini africani

89 milioni di dollari è il costo di un missile Trident II.
89 milioni di dollari è anche il costo per somministrare 8.900.000 trattamenti antitubercolosi efficaci nel 95% dei casi

4,5 miliardi di dollari costituiscono la spesa per un giorno di mantenimento degli equipaggiamenti militari per un giorno intero.
4,5 miliardi di dollari rappresentano più del costo annuale delle campagne dell’OMS contro il paludismo (1 milione di morti all’anno) che potrebbero fermare la progressione della malattia

7 miliardi di euro e il costo del progetto franco-italiano dell’equipaggiamento delle fregate FREMM
7 miliardi di euro sarebbero sufficienti a fornire di acqua potabile un miliardo e mezzo di persone che attualmente non vi hanno accesso

1300 miliardi di dollari è la cifra annuale per le spese militari dei paesi ricchi, membri dell’OCDE
1300 miliardi di dollari rappresentano una volta e mezza i finanziamenti stimati necessari per raggiungere nel giro di 15 anni la riduzione della metà della povertà nel mondo, raggiungendo così gli Obiettivi del Millenio per lo Sviluppo votato nel 2000 dall’ONU

15 miliardi di euro è il prezzo per l’Italia di 131 caccia bombardieri F-35
15 miliardi di euro potrebbero essere utilizzati per installare 10 milioni di pannelli solari , prevedere una indennità di disoccupazione per 800.000 lavoratori precari e mettere a norma di sicurezza circa 1000 scuole

[Fonte Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete italiana per il disarmo]

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