Tunisi – Rosita Ferrato
The other side of the garden
Nella giuria all'IFT
Variation mediterranées
Venditore di limoni e fotografo
Le giornate teatrali di Cartagine (JTC)
Tre giorni di ossigeno per il giornalismo
Giunta al termine del mio viaggio, mi concedo un ultimo sguardo prima di riprendere il mare. Tunisi, avenue Bourguiba cambia, è ancora cambiata. Il viale alberato è sempre lì, con le sue foglie verdi, e gli uccellini che ci giocano dentro. Ma c'è qualcosa che turba, ed è la recinzione. Il filo spinato lo trovi a proteggere il consolato di Francia e il detestato Ministero dell'Interno. Soldati, carri armati, mitra spianati. Ci si fa
Da Tunisi siamo partiti con la macchina; la domenica il traffico si placa, ma guidare nella capitale è in genere molto difficile, c'è tanta gente, molta anarchia; chi è la volante però sa il fatto suo, quindi basta fare attenzione. Si prende l'autostrada (moderna e veloce, a differenza delle statali con limiti di velocità snervanti e speed bumping ogni pochi metri), passando per Hammamet, e in poco tempo si raggiunge la prima tappa
Il Dah Dah, il Luna Park, è nel quartiere chic Berges du Lac, estensione urbana della capitale, dove il sabato e la domenica le coppiette vengono a passeggiare sul lungolago tenendosi per mano, le famiglie si cercano un caffè chic dove rilassarsi, e chi ha voglia di farsi un po' di shopping nelle belle boutique ha l'imbarazzo della scelta. Ci sono poi ragazzi e ragazzini, ma loro vengono qui per un altro motivo: il divertimento. Il
Quando arrivai per mare...” è il racconto di un mio breve viaggio in Tunisia, che stavolta inizia in traghetto. Da Tunisi andrò a Sousse, El Jem, Madhia e Sfax, guidando per le strade del paese. Genova - Tunisi Certo, ci vuole pazienza. Le lunghe attese consentono conoscenze e belle chiacchierate, ma alla lunga sono snervanti. L'esperienza del tragitto in nave è da fare, anche solo per esigenza di cronaca, ma
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