Quando arrivai per mare… Grand Hotel Sousse – Rosita Ferrato
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Quando arrivai per mare… Grand Hotel Sousse

Da Tunisi siamo partiti con la macchina; la domenica il traffico si placa, ma guidare nella capitale è in genere molto difficile, c’è tanta gente, molta anarchia; chi è la volante però sa il fatto suo, quindi basta fare attenzione.
Si prende l’autostrada (moderna e veloce, a differenza delle statali con limiti di velocità snervanti e speed bumping ogni pochi metri), passando per Hammamet, e in poco tempo si raggiunge la prima tappa del tour: Susa o Sousse.

È una città turistica, o almeno lo è stata; come tante di queste località ha una zone touristique sul lungomare con una serie di grandi alberghi, tutti molto simili.
Sarebbe bello avere un’alternativa più romantica, come un hotel de charme nella medina, ma dopo averlo a lungo cercato, e averlo anche trovato, la difficoltà è ritrovarlo in quel dedalo di viuzze, portarci i bagagli e trovare parcheggio. Decidiamo allora per un hotel più standard, un casermone di lusso, tipo il Mahatma, quello diventato tristemente noto per l’attentato del 26 giugno 2015.
Sono ormai passati tanti mesi da quel drammatico avvenimento, e la differenza rispetto ad allora non è soltanto il clima più freddo e il calo drastico del turismo, sono soprattutto i controlli: la sicurezza all’ingresso usa il metal detector, e con uno specchio, come nei film guarda addirittura sotto la macchina, poi impone ad ogni cliente un braccialetto, come quello dei neonati, affinchè sia riconoscibile quando vuole tornare all’hotel dopo una passeggiata, la cena o un caffè in paese. Gli ingressi sono piantonati, qui come altrove.
È quasi fine anno, e la hall è strapiena di turisti, e questo fa piacere: ci sono mediorientali, signori tedeschi di una certa età, russi, tanti habituè. È un posto elegante, ma confesso che entrare nelle stanze dà qualche brivido, pensando alle vittime della scorsa estate in spiaggia. Le stesse stanze, la vista mare, le piscine, le palme, sembra impossibile.
Sousse è un bel posto, e oggi è pieno. Per fortuna la vita è tornata.

Rosita Ferrato

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