Midnight in Paris – Rosita Ferrato
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Midnight in Paris

Se avete appena finito di leggere le memorie di Hemingway- Papa in Fiesta Mobile , se siete appassionati di letteratura, o di arte, o di Parigi o semplicemente (e scusate se è poco) di Woody Allen, correte al cinema. Midnight in Paris è la pellicola che fa per voi.

Midnight in Paris, ultimo film del maestro newyorkese è puro genio. Possiede e mette sullo schermo tutto il sapere nel campo dell’arte, della pittura, ma soprattutto della letteratura nel periodo a mio parere più affascinante: l’età della Lost Generation. Un’epoca viva, vivace, dove le donne erano emancipate e gli scrittori maledetti, dove la capitale francese era il centro del mondo, il luogo rifugio delle menti più fervide di quel tempo.

È Papa stesso che in Fiesta Mobile ci rivela come quel termine nacque: fu nel garage dove Gertrude Stein andava a ripararsi la macchina, la sua Ford T, che un giovane meccanico, alle lagnanze della scrittrice, esclamò: “Voi tutti siete una génération perdue”…Voi tutti: erano quegli scrittori americani degli anni ’20 che avevano rifiutato i valori dell’America del dopo guerra e che si rifugiano a Parigi come nuova patria per esprimere liberamente, autenticamente il loro genio.

Midnight in Paris rende reali e mette insieme sullo schermo tutto questo. Sono tutti lì.

Se prendre un verre avec Hemingway, parlare con lui del suo (o del tuo) ultimo libro: questo lascerebbe chiunque senza fiato.In un bistrot sedersi insieme a Dalì e Man Ray, citare Modigliani, ritrovare Henri Matisse, T. S. Eliot,Sherwood Anderson, Fitzgerald, il torero Juan Belmonte, sentire Cole Porter che aggancia col ritmo malizioso e carezzevole di “Let’s do it”, suggerire a Luis Buñuel quello che sarà il tema clou del suo Angelo Sterminatore… Vi basta?
E Picasso è lì: anche lui nella casa di Gertude Stein, dove gli artisti vengono e restano per sottoporle il loro talento. Picasso ha con sé una sua tela ed è accompagnato da Adriana, la modella che l’ha ispirata. È un Picasso cupo, con l’aria nervina, da pazzo che ritroviamo nelle vere foto.
E quando mai succede di trovarsi davanti Picasso? Neanche visitando, come è successo a me, i musei di Malaga e di Antibes rimirando tele, piatti, sculture, arrampicandosi sulla collinetta che porta al Castello Grimaldi che il famoso pittore utilizzò come atelier nel 1946, e rimanendo incantati dal mare e dal genio. Neanche passeggiando per Malaga, andando a scovare degli angoli, cercando di scoprire la casa dove Picasso nacque. Neanche lì si ha l’impressione di avere Picasso così vicino come nella pellicola di Allen.

Geni in carne ed ossa con le loro esistenze dannate, complesse e vere. L’atmosfera creativa, gli artisti, con il loro fascino e le tante debolezze, i luoghi. Per citarne uno: la libreria Shakespeare & Company, al km 0 di Parigi, un altro luogo simbolo per gli americani in Francia. Per chi è giornalista o/e scrittore, per chi ama la Francia, per chi ha una segreta passione per quegli anni, vedere il film sarà come tuffarsi in un’orgia di piaceri…a cominciare dalle prime scene di Midnight in Paris che sono dedicate alla vera protagonista: la capitale francese, croce e delizia, sospirato amore. Parigi con il sole, Parigi nei suoi coins più nascosti, nelle sue vie più celebri, con i suoi monumenti più famosi, con gli alberghi eleganti e le botteghe dei brocanteurs. Parigi sotto la pioggia…

Rosita Ferrato

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