Una croce dal sangue versato per l’unita italiana – Rosita Ferrato
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Una croce dal sangue versato per l’unita italiana

Ecco una bella storia, di amore per l’uomo: quella della Croce Rossa. Vi siete mai chiesti il perché del simbolo e del nome? La Croce Rossa prima di tutto è la bandiera svizzera con i colori invertiti. È l’elemento della neutralità. E perché proprio la bandiera svizzera? Perché il promotore di tutto questo fu un signore di Ginevra, Henry Dunant. Imprenditore e filantropo svizzero, appunto, che assistette, sgomento, alla battaglia di Solferino il 24 giugno 1859, durante la II guerra d’indipendenza dell’Italia contro l’Austria. La giornata fu terribile: a San Martino i contingenti in gran parte italiani affrontavano il nemico; a Solferino gli schieramenti in gran parte francesi, nostri alleati, erano anch’essi in combattimento . Dunant che voleva contattare l’imperatore Napoleone III per questioni d’affari assistette a ciò che definirà “un macello”: il numero dei morti e dei feriti è altissimo, ma soprattutto sono questi ultimi, abbandonati e senza cure, a sconvolgerlo. Si improvvisa infermiere ed organizza con i civili della zona degli interventi in soccorso di chi lotta per la sopravvivenza, ma è una goccia in un mare di disperazione.
Il ricordo di questa battaglia e di tanta sofferenza rimane impresso nella memoria dell’uomo. Tornato a casa scrive dello strazio di cui è stato testimone e sensibilizza le coscienze: vuole creare una Società di soccorso volontario in ogni Stato, con il compito di organizzare squadre di assistenza ai feriti in guerra. Propone che questi ed il personale che li cura siano ritenuti neutrali , protetti da un segno distintivo comune: la croce rossa. Nel giro di poco tempo, fonda una Commissione di lavoro, il “Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti”: sarà il nucleo del Comitato Internazionale della Croce Rossa e nell’ ottobre 1863, a Ginevra, 14 Paesi sottoscrivono la “Prima Carta Fondamentale” per definire le funzioni ed i mezzi dei Comitati di soccorso.
Si renderanno così operativi anche quei principi che nel 1861 erano stati espressi in occasione del Congresso Internazionale dell’Accademia Pontaniana, svoltosi a Napoli, da Ferdinando Palasciano: “Bisognerebbe che tutte le Potenze belligeranti, nella Dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio di neutralità dei combattenti feriti per tutto il tempo della loro cura e che adottassero rispettivamente quello dell’aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra”. Ma chi era Ferdinando Palasciano? Un medico chirurgo di Capua, che durante i moti di Messina, nel fatidico ’48, giovane ufficiale borbonico, si mise a curare anche i feriti nemici (questo gli costò la condanna ad un anno di carcere, e per poco non rischiò quella a morte). Dopo la scarcerazione inizia ad occuparsi di sanità militare e quando cadono i Borboni esplicita liberamente la necessità che combattenti feriti e personale sanitario da impiegare in tempo di guerra siano protetti dalla neutralità. L’opinione pubblica italiana è sensibilizzata al punto che il primo “Comitato dell’Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra” si costituisce a Milano ad opera del Comitato Medico Milanese dell’Associazione Medica Italiana il 15 giugno 1864, cioè alcuni mesi prima della firma della Convenzione di Ginevra.
Il primo impiego a livello nazionale sarà già nel 1866, quando l’Italia dichiarerà di nuovo guerra all’Austria .

La Croce Rossa è progressivamente “declinata” anche per altri paesi e nel 1949 viene riconosciuta la Mezzaluna Rossa, richiesta dall’Impero Ottomano, e il leone con il sole rosso per la Persia. Anche Israele richiede la stella di David rossa, ma a quel punto fu creato un nuovo simbolo, un cristallo rosso dove inserire , di volta in volta , i simboli locali così da rendere universale la grande invenzione di Dunant, insignito del Nobel per la pace nel 1909.

ps: volete sapere come si sviluppò la vita di Dunant? Per un certo periodo scomparve dalla circolazione, pare allontanato dalla sua stessa organizzazione perché condannato per bancarotta dopo un tracollo finanziario, e non se ne seppe più nulla. Fu ritrovato amareggiato, depresso e malinconico : tanto aveva fatto per l’umanità, a troppo male assurdo aveva assistito…
ppss. E tanto per essere in tema di Organizzazioni vicine ai più bisognosi, avete presente la Croce Verde? É una bella pagina di storia torinese: inizia nel 1907 grazie a dei fondatori (massoni- pare per questo motivo si scelse il colore verde) che si organizzano allo scopo di soccorrere gli infortunati e gli ammalati. Primo presidente è il celebre criminologo Cesare Lombroso. Nel 1908 il terremoto distrugge Messina: la Croce Verde opererà a vantaggio degli infortunati e ammalati dando ufficialmente inizio al suo mandato anche a livello nazionale. Fu inoltre grazie alla Croce Verde e all’ex sindaco Diego Novelli che si attivò il numero telefonico per l’emergenza 5747, antesignano dell’attuale 118 istituito negli anni ’90.

Vignette di Alberto Calosso
di Rosita Ferrato e Maria Cristina Sidoni

[Pubblicato su NuovaSocietà il 15 aprile 2011]

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