Maria Sofia, l’ultima Regina di Napoli – Rosita Ferrato
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Maria Sofia, l’ultima Regina di Napoli

Maria Sofia Wittelsbach è graziosa, con l’aria sbarazzina e intelligente. La storia ci dice che era molto sportiva, colta, una donna moderna. Intanto, era anche la sorella di Sissi, la famosa Elisabetta di Baviera, moglie di Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria. E pure per lei ci sarà un matrimonio importante: a 17 anni, va in sposa a Francesco, figlio di Ferdinando di Borbone, il Re delle due Sicilie detto Re Bomba per la propensione al cannone davanti al dissenso…

Quanto all’abbinamento dei caratteri, i due coniugi hanno qualche divergenza: Sofia fuma, va a cavallo, tira di scherma, si bagna nelle acque del porto militare o si fa accompagnare dai suoi cani in sala da pranzo dimostrandosi una ragazza non convenzionale; Franceschiello, figlio di Maria Cristina di Savoia che morì in odore di santità, è molto introverso e fortemente timorato di Dio, educato allo studio e a rispettare una morale assai rigida (pare che la prima notte di nozze la passerà in preghiera per l’imbarazzo…).

Con la morte di Ferdinando, Francesco diventa re Francesco II: ha solo 23 anni e la sua sposa è appena diciottenne, ma dura poco perché il loro regno è funestato dal destino che spinge verso l’Unità d’Italia. Nel 1860 la corte è costretta a rifugiarsi a Gaeta per resistere alle truppe piemontesi. E proprio in queste circostanze la giovane “spatz”, il passerotto di famiglia, come viene chiamata dai parenti, dimostra onore e coraggio: Sofia scende in prima persona sul campo, portando sostegno morale ai soldati sugli spalti; offre medaglie con coccarde da lei stessa confezionate; dà conforto e aiuto ai feriti. Proust la ricorda come la “regina soldato sui bastioni di Gaeta”, che non fece issare sui suoi appartamenti la bandiera nera offerta dal generale dei Piemontesi, Cialdini, per segnalare la sua residenza e tutelarsi dai bombardamenti perchè lei è in movimento, è accanto a chi combatte, non chiusa e protetta in attesa degli eventi. L’assedio sarà una durissima prova per i due giovani sovrani che nel 1861 lasceranno Gaeta per l’ esilio nello Stato Pontificio, da sempre considerato presidio sicuro del loro territorio, fino ad allora protetto dall’acqua salata del mare e dall’acqua santa dei territori del papa.

Definita da D’Annunzio “severa piccola aquila bavarese”, Maria Sofia interessò anche Leonardo Sciascia che le dedicò un’intervista impossibile. Nella finzione letteraria l’ultima regina di Napoli dirà: “Tanti mi hanno amata; e anche meno rispettosamente del giovane monarchico di Daudet. Nella storia della fotografia, lei forse non lo sa, su di me è stato consumato l’ignobile esperimento di uno dei primi e forse, certamente dei più riusciti, fotomontaggi. L’immagine di me nuda è corsa per l’Europa, ha avuto un mercato…La regina nuda: immagini gli effetti, in un paese monarchico e cattolico […] Certo, non ci voleva molto a capire che quel corpo non era il mio […] Ma credo sia piaciuto a tutti […] anche ai più devoti difensori della nostra causa, anche ai parroci e ai cardinali”.

Vignette di Alberto Calosso
di Rosita Ferrato e Maria Cristina Sidoni

[Pubblicato su NuovaSocietà il 4 marzo 2011]

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