Nizza – 14 luglio 2016 – Rosita Ferrato
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Nizza – 14 luglio 2016

Sempre più stretto – il mondo sembra sempre più stretto. Scoppiano inferni nei miei mondi, e faccio appena in tempo ad andarmene. Tunisi, Parigi, Nizza, sempre sul bordo, mi sento sempre sul bordo. Da Nizza sono tornata qualche giorno fa, vado e vengo da Tunisi, ero a Parigi qualche giorno dopo gli attentati di Charlie Hedbo. Sempre sul bordo.

Questa mattina mia zia mi ha chiamata piangendo: Era sempre stato il mio sogno, andare alla parata del 14 luglio, mi ha detto. Meno male che non è andata, neanche quest’anno. Nella sua Nizza, questa città che è stata dei nostri avi.

Una mia amica ha i parenti laggiù, ancora stamattina non ha notizie della moglie di suo fratello, speriamo in bene, speriamo speriamo. L’altra settimana ero là, nella mia casa sulla collina, a pochi minuti da dove questa notte si è svolta questa tragedia che ha dell’incredibile.

A Tunisi, in Tunisia, ho amici, ho una sorta di famiglia che mi aspetta quasi una volta al mese. Sono rientrata il giorno prima dell’attentato del Bardo. Mi sembra di essere inseguita dalla morte.

Un senso di finitezza, di incertezza, che paradossalmente fa apprezzare la vita. In occidente, a Torino, in età giovane, e chi ci pensava. Ora questo senso di precarietà dell’esistenza è sempre lì. Ti alzi una mattina e riconosci nelle immagini del notiziario, un luogo, dei luoghi che ti sono così familiari. La striscia rossa dei titoli: Parigi, Tunisi, Nizza. I tuoi posti, la tua vita. Che si restringe, che crea sempre più ansia in chi non parte, ma con la mente e con il cuore ti sta vicino. Siamo in guerra contro l’ineffabile, l’imprevedibile. Continuare la propria vita come se niente fosse è impossibile, avere un’attenzione in più e continuare ad andare, andare, verso l’inconnu. Giocando a scacchi con la morte, dove sai che non hai potere di mossa, né potere di scelta.

Rosita Ferrato

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