Torino investe sull’housing sociale – Rosita Ferrato
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Torino investe sull’housing sociale

Gennaio 2009 – Le novità del Piano casa: 1000 nuove abitazioni, due alberghi sociali e 500 posti per l’emergenza abitativa di stranieri e non entro il 2010. Acquisti per circa 62 milioni. Esperimenti di mix sociale e aiuti a persone sole, famiglie e giovani.

TORINO – Una società che cambia, impoverita, e dove la famiglia tradizionale è a rischio di “estinzione”. Il nuovo Piano Casa 2009-2010, approvato a fine anno (ma non senza polemiche), ha voluto rispondere al problema casa con strumenti nuovi. Non più solo case popolari, ma housing sociale. Una soluzione che ha creato non poco malumore da parte della minoranza. “Il Piano Casa risponde all’esigenza di affrontare il problema casa con strumenti nuovi, a fronte del profondo mutamento della società italiana; – spiegano da Palazzo Civico – ceti che prima apparivano esenti da criticità oggi si trovano a difendere con difficoltà il proprio diritto all’abitazione. La risposta offerta dalla ‘casa popolare’ oggi non è più sufficiente e il Piano casa, presentato dall’assessore alle Politiche per la Casa Roberto Tricarico, offre numerose alternative e strumenti innovativi per rispondere in modo adeguato ai diversi casi che si presentano negli uffici di via Corte d’Appello”.

I dati – A Torino le case in affitto sono il 45%, il 19% in Italia, a fronte del 55% in Germania, del 38% in Francia e del 31% nel Regno Unito. Le abitazioni sociali in Italia sono il 4%, contro il 21% d’Oltremanica e il 18% della Francia. Il numero di abitazioni costruite con finanziamenti pubblici è sceso dalle 35 mila dell’85 alle 2.000 del 2004. Nel 2006 sono stati accesi 404.276 mutui per l’acquisto della casa. Nel 2007 è cresciuto del 7%o il numero di famiglie in difficoltà nel pagamento dei mutui. L’incidenza della spesa per il social housing è scesa in Italia sotto l’1% del Pil, contro il 2% della Francia e il 3 di Paesi come Svezia, Olanda e Regno Unito. Queste le premesse per una maggiore comprensione del problema casa in Italia e a Torino.
Il Piano Casa – Prevede oltre ad un incremento nel biennio di circa mille nuove abitazioni Erp (delle quali 300 reperite nel mercato privato e le restanti costruite ex novo su aree comunali dagli stessi uffici tecnici del Comune o dall’Atc), due nuovi alberghi sociali, in via Ivrea e in piazza della Repubblica, pronti entro il 2010. Prevista anche la costruzione delle tre nuove strutture collettive sociali: circa 500 posti per l’emergenza abitativa, per offrire soluzioni temporanee a coloro (stranieri e non) che siano in attesa di una stabilità abitativa. “Di particolare importanza anche l’applicazione della variante n°37 del Piano regolatore. – spiegano in Comune – Una variante adottata nel 2001 che prevede per interventi di ristrutturazione urbanistica o nuovo impianto superiori ai 4000 metri quadrati di slp di destinare il 10 percento della superficie eccedente a edilizia residenziale pubblica, percentuale sulla quale la città ha diritto di opzione all’acquisto”. Un modo per garantire il mix sociale senza creare quartieri “ghetto”. Previsti acquisti per circa 62 milioni di euro; 300 gli alloggi comprati nel biennio che sta terminando, altrettanti nel nuovo Piano. “Un risultato – ha dichiarato l’assessore Tricarico – ottenuto grazie alla grande mole di lavoro che ci ha consentito di vincere i bandi regionali e nazionali”.
Tra le novità del Piano, un’attenzione particolare alle persone sole e alle famiglie con un solo genitore, alle nuove famiglie in formazione e ai giovani. Tra gli esperimenti di mix sociale, l’opportunità per gli anziani che abitano alloggi popolari di subaffittare una stanza a uno studente, ricavandone un reddito utile a sostenere il costo dell’affitto. Infine, le contestate residenze collettive sociali: via Zandonai e via Somalia, e la trasformazione dello stabile di via Paganini 30, attualmente occupato da rifugiati politici, in un condominio sociale, alla cui realizzazione potranno partecipare gli stessi occupanti.

di Rosita ferrato

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