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“Io non faccio le cose a metà. Detesto le mezze misure” dichiarerà ad un giornalista una Leni Riefenstahl già affermata.
Una signora anziana, ma con un sorriso da ragazza, gli occhi che brillano: è in Africa, a realizzare uno dei suoi ultimi documentari. Una ragazzina, piena di fuoco e di talento, che lotta con il padre per intraprendere una strada da lui avversata, quella della ballerina. Una giovane donna che non si perde d’animo, e
Un été pour Matisse, questo il nome della rassegna, comincia al Museo Matisse, la meravigliosa Villa des Arènes, XVIII secolo in stile genovese, sulla collina di Cimiez. La mostra si intitola “Matisse. La musica e l’opera”: spazi interi dedicati alla musica e alla danza, per sottolineare quanto queste discipline siano state importanti nella vita e nell’opera dell’artista.
La prima stanza tematica è “Il silenzio della
Ora si può cominciare. Non la cena, però: una coreografia perfetta rende il Palazzo El Badi teatro di uno show degno de Le mille e una notte. Sulle mura che ci circondano vengono proiettate forme, colori, scritte e inizia lo spettacolo.
Tutto è magia, rapimento, estasi pura: acrobati che danzano con il nur, il fuoco, lo rendono magico, guizzante, fuoco d’artificio. Danzatrici in una bolla d’aria, trampolieri tra i tavoli,