Le torinesi si lamentano – Rosita Ferrato
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Le torinesi si lamentano

Torno a parlare delle mie concittadine e, come sempre anche di me, che  oggi come in qualsiasi altro momento storico si lamentano. Adesso hanno nuovi motivi, inediti e pieni di sfaccettature, ma per tracciare un profilo meno conguinturale preferisco concentrarmi su temi clsssici perché la torinese si è sempre lamentata.

Si lamenta del clima: troppo grigio, troppo freddo: ah non è come nel paese tal dei tali, qui fa sempre un freddo cane.

Del grigio: ah, signora mia, qui il cielo è plumbeo, sempre. E come si fa ad essere allegri con un clima del genere. Basta andare a Roma, al sud, ed è tutta un’altra storia. Peccato che non ci va mai!

Si lamenta del fidanzato, del marito dei figli: sì, la famiglia, bello, certo ma che fatica! (Anche se ha in casa la cameriera fissa, la babysitter, alcune fortunate pure la cuoca).

Si lamenta dei vicini, del cane, del personal trainer, delle amiche (si si le amiche, tanto care, ma che vipere), della suocera, dei prezzi che nelle sue boutique preferite sono sempre alle stelle (però continuano ad andarci).

Del caldo quando fa caldo (un’afa insopportabile che arriva all’improvviso, ma che poi rimpiange al primo refolo di vento), del freddo che attanaglia la città, della pioggia, della neve, dei cambiamenti climatici, dei vicini, insomma, di tutto.

Eh, cara lei, non è come una volta: persino i sapori erano più gradevoli, una volta. Sì, ma una volta quando? In un tempo indefinibile, quando le loro madri già si lamentavano che tutto non era più come un tempo.

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