La statua di Bourguiba – Rosita Ferrato
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La statua di Bourguiba

C’era grande attesa nei mesi precedenti: una statua coperta, molto grande, visibile a tutti. L’avenue Bourguiba è il corso principale della capitale tunisina, una piccola Parigi, un corso alla francese, stile Champs-Elysées con i suoi palazzi bianchi, moderni, o in stile arabo ispanico, i suoi caffè, pieni di gente, pieni di giovani. Si riesce ad intravedere persino il mare, dalla piazza dell’orologio, prima piazza 7 novembre, data dell’indipendenza del paese, rinominata poi piazza 14 gennaio 2011, per ricordare il giorno conclusivo della primavera araba, con la cacciata del presidente Zine el-Abidine Ben Ali e la formazione della seconda repubblica. È stata messa là, la suo posto, il presidente a cavallo, con un braccio alzato, che saluta la sua città.

In un articolo di giugno, di Faycal Cherif sul magazine Realitès parla dell’imminente inaugurazione della statua equestre al centro della capitale: “Avviluppato in uno zoccolo di marmo, in direzione di uno dei più illustri pensatori Abderrahmane Ibn Khaldoun, Bourguiba torna sull’avenue che gli è stata dedicata, sul suo cavallo, ricordando il 1 giugno 1955, acclamato da una folla immensa, egli è rientrato trionfalmente per annunciare in anticipo, gli accordi del 3 giugno sull’autonomia interna, l’inizio del percorso verso la decolonizzazione”.

Attore storico di primo piano, la statua commemora il personaggio, e bisognerebbe anche pensare ad erigere altri numerosi monumenti simbolo per i fatti chiave della nostra storia, come per le personalità che hanno indiscutibilmente lasciato delle tracce, che nessuno può cancellare per una decisione politica. Ben Alì ha cercato di farlo, e abbiamo visto che dopo il 2011, i tunisini non hanno dimenticato questo grand’uomo politico che ha veramente amato il suo paese, nonostante l’aspetto paternalistico del suo governo e i suoi errori.

Il ritorno della statua di Bourguiba nella avenue che porta il suo nome segna senza dubbio un simbolo di rottura contro l’oblio. Sarebbe davvero tempo di erigere un panteon alla memoria di tutti gli edificatori della Tunisia, da Ulisse al condottiero e sovrano berbero Giugurta, da Annibale al generale arabo Okba, da Ibn Khaldoun a tanti altri, affinchè le nuove generazioni prendano coscienza della loro storia”.

Rosita Ferrato

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