TRISTEZZA E PAURA A TIRANA – Rosita Ferrato
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TRISTEZZA E PAURA A TIRANA

TIRANA – Tristezza e paura. Questi i sentimenti della gente a Tirana, a cui sembra di essere tornati indietro, nel 1997, quando la popolazione aveva imbracciato le armi e aveva iniziato a sparare e a distruggere tutto. Allora la scintilla era stata la crisi delle piramidi, il crollo delle banche, la disperazione di chi aveva perso improvvisamente tutti i propri risparmi.
Oggi sembra essere la corruzione della politica, un regime non riconosciuto da una parte della popolazione, ma anche una forte crisi economica, un alto tasso di disoccupazione, una generazione giovane che teme per il futuro.

Spiega bene la situazione Klejdi Kellici, giovane professore universitario a Tirana: “L’Albania ha vissuto momenti di forte tensione venerdì 21 gennaio quando la dimostrazione indetta, ma non guidata dall’opposizione, è degenerata in scene di guerriglia urbana davanti alla sede del Consiglio dei Ministri. Nella prima mezz’ora la manifestazione ha avuto un carattere pacifico, ma dopo un primo momento i dimostranti hanno iniziato a scagliare verso le forze dell’ordine oggetti contundenti”.

“Una dimostrazione che prima di esprimere un disagio sociale era un modo per l’opposizione di manifestare la sua frustrazione politica per il processo contestato delle elezioni avvenuto due anni fa. Inoltre si è scesi in piazza anche per i fatti di corruzione che hanno visto protagonista il vicepremier e ministro dell’economia Ilir Meta, capo del partito Movimento Socialista per l’Integrazione, della coalizione di governo”.
“Insomma – conclude Kellici – la dimostrazione porta a una serie di discussioni ben più profonde della perdita delle vite umane di venerdì. In primo luogo essa mostra la fragilità della democrazia albanese, incapace fino adesso di costruire istituzioni politiche durature e credibili che offrano soluzioni istituzionali. Sembra che l’unico momento per dare una svolta politica sia lo scontro di piazza.
Un secondo elemento è quello del disagio sociale che conferma come in Albania ci sia una corruzione sistemica che tocca anche gli alti livelli governativi, mentre non trova risposte credibili da una magistratura impotente”.

di Rosita Ferrato
Nella Foto di copertina: Tirana dall’hotel Europa

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