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Francesco Crispi nasce nel 1818 a Ribera – sì, proprio la Bibera di Camilleri- da una famiglia (paterna) arbareshe. Era un ragazzino vivace : nel volume “Crispi” scritto da Nicolò Inglese, si ricorda che per gioco Ciccio si fece quasi 4 km a piedi per andare a suonare di soppiatto le campane del paesino vicino e far accorrere tutti in piazza. Del nostro si sa che, una volta cresciuto, si laurea in Giurisprudenza a Palermo ed eccolo
Olimpia Rossi Savio fu colei che fra le altre cose consigliò a Carlo Alberto di parlare una volta per tutte in italiano. La signora conosceva infatti molto bene la nostra lingua, in un periodo in cui a corte si comunicava col piemontese e francese. Avendo sposato ventunenne il barone Andrea Savio, un avvocato conoscente di Cavour, partecipava alla vita di corte e conobbe personalmente il sovrano che meravigliatosi del suo italiano
A Parigi si respira il genio. Le idee, l’inconsueto. Un artista si nutre di mille stimoli e novità. Parigi è il caos, ma è caos che non disturba, coinvolge e stordisce un po’. Il traffico, la luce, il fiume, la bellezza: ogni cosa riporta ad un pensiero, dà spunti, parla.
Guardando la Tour Eiffel, dopo i primi istanti di meraviglia (la notte, a momenti alternati, questo straordinario monumento illuminato, brilla), si