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La cattedrale cattolica di Tunisi spesso è chiusa; ma quando un giorno riesco ad entrare, vedo gente in preghiera. Pochi fedeli, ma avvolti nel silenzio. Si lascia fuori il rumore del traffico e si arriva in un luogo che sembra fuori contesto.
Ampie volte, targhe votive (spesso in italiano), tanti piccoli ventilatori attaccati alle colonne, per i giorni di grande calore. Qui, ai tempi del Bey, nel XVIII secolo, c’era il cimitero
Sono senza parole. Rivivo momenti come quelli di marzo, risento notizie che non avrei voluto sentire più. Un attentato orribile, vigliacco… sono vicina al popolo tunisino, vittima tra le vittime, ancora una volta…bon courage.
Proprio nei giorni scorsi, sono stata intervistata da Radio RNC sulla Tunisia, paese in cui in questo periodo viaggio di frequente, sul futuro e sul contesto del “dopo Bardo”…
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Al Museo del Bardo sono stata quest’estate: una collezione meravigliosa di mosaici antichi. Pochi turisti, quasi solo noi, un amico professore universitario ed io. Davanti all’ingresso, proprio dove si sono verificati i fatti di sangue di questi giorni di marzo, ha salutato, ricordo, un militare: “Una volta non avrei mai pensato che sarei stato contento di vedere una divisa – mi ha detto – oggi gli sono