Il palazzo di marmo, residenza estiva del leader Habib Bourguiba – Rosita Ferrato

Il palazzo di marmo, residenza estiva del leader Habib Bourguiba

Ha vissuto quasi cento anni il padre della patria tunisina: nato nel XX secolo, morì all’alba del terzo millennio.

I tunisini amano Habib Bourguiba: a Sfax e nella capitale si erigono statue equestri in suo onore. Laddove Ben Ali l’aveva scalzato, anche negli spazi pubblici, lui sta tornando, come anche nel cuore del suo popolo, dove è sempre rimasto.

Fece molto, fu molto amato. Celebre la scena per cui sulla pubblica piazza, strappò il safari (grande velo tradizionale femminile) ad una signora, iniziando così un processo di liberazione ed emancipazione, ma non solo della donna: “La libertà è certo liberarsi dal giogo dello straniero, ma anche liberarsi dalla fame, dalla fine dell’ignoranza e dal fanatismo”, diceva.

Avvocato, giornalista, leader nazionalistico, capo di Stato, uomo dell’indipendenza ed edificatore della Tunisia moderna, la storia ricorderà il suo ruolo di visionario durante il processo di liberazione nazionale. Le sue preferenze andranno sempre verso la politica dei passaggi e di compromessi per raggiungere l’indipendenza e per instaurare una libera cooperazione con la Francia.

Noi siamo bourguibennes”, nelle case dei tunisini si vedono immagini, foto appese di Bourguiba. La gente ha nostalgia di questo leader forte ma giusto, molto spesso messo a confronto con la spietatezza, l’ignoranza e la corruzione di Ben Ali, che lo depose per senilità, con un colpo di stato “medico”, unico negli annali del mondo arabo.

Monastir, sua città natale, ha restaurato e aperto al pubblico il palazzo di marmo, sua residenza estiva: “Il palazzo a Skanes – si legge nella brochure – chiamato anche palazzo di marmo, fu inaugurato il 3 agosto 1962 e fu, fino al 1987 la residenza estiva del leader Habib Bourguiba (1903 -2000), primo presidente della repubblica tunisina (1957-1987).

Molto affezionato alla sua città, Bourguiba confidò la realizzazione di questo palazzo all’architetto Olivier Clèment Cacoub. La decorazione e la sistemazione degli interni sono opera di Maxime Old, Andrè Leleu. Il palazzo venne abbandonato dal 1987 al 1998, ed è stato rinnovato e tutelato per aprire le sue porte al pubblico il 6 aprile 2013”.

Entrando si trova subito la Mercedes del presidente: seria, elegante, tirata a lucido, una piccola bandiera tunisina sul fianco. Poi le stanze, le foto di Bouguiba con i grandi del mondo, con il suo popolo, marmi, elementi di decoro tradizionali che si sposano con la raffinatezza dell’art decò, come nel salone marocchino. Poi si attraversa e si ammira la sala conferenze, e si passa nell’ala privata, al secondo piano, allestita dal grande decoratore Raphael: l’ufficio, la camera da letto, l’infermeria arredata con vetri di Murano. La stanza di sua moglie, Wassila Bourguiba: “Muri in lacca verde turchese “nuagès”striati d’oro – si legge sui pannelli. La coiffeuse, tavola da toilette riposa su una scultura di vetro luminoso, e davanti un pannello scorre per rivelare uno specchio”

Sontuosa nella sua forma ovale, la sala da bagno è interamente fatta di marmo “Arabesquato” e “Guatemala”; la vasca da bagno e i due lavandini sono tagliati in un solo blocco di marmo bianco. Le porte e la cupola sono coperte da foglie d’oro.

Oro nelle porte, nelle prese della luce, nei tavolini, persino in alcune parti del bagno, oro ovunque. Radio d’epoca e mobili in in radica, telefoni bianchi, arredi di grande raffinatezza. Olivier Cacoub, detto l’architetto del sole, costruì questo palazzo art decò pieno di luce e circondato dalle palme, proprio davanti al mare. Una palazzina di due piani da cui il grande capo di stato contemplava la sua terra e la sua bellezza.

Rosita Ferrato

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