La mafia nigeriana – Rosita Ferrato
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La mafia nigeriana

Novembre 2008 – TORINO – “Per chi pensasse alla mafia nigeriana come a quella del Padrino, si dovrebbe ricredere. Parlare di “mafia” evoca troppo il tipo di struttura italiana, mentre per l’organizzazione criminale nigeriana, non c’è un unico capo che comanda tutte le sottocellule. È qualcosa di molto più ramificato, che coinvolge diversi soggetti della società”.

Racconta così Rosanna Paradiso, dell’Associazione Tampep (Transnational aids/std prevention among migrant prostitutes in Europe project) la malavita nigeriana: non un’unica organizzazione, a struttura piramidale, ma diversi gruppi, non sempre connessi fra di loro, né in Italia né al paese d’origine. Anche i criminali, non sempre sono “incalliti”: alcuni partecipano ad un’azione per andarsene dalla Nigeria e poi cambiano vita.

“Non è detto che ci siano per forza dei legami fra le varie organizzazioni” prosegue Paradiso, e lo spiega con un esempio: “se una Madame viene chiamata dalla Nigeria da un connazionale suo conoscente o parente o amico che le dice di aver trovato una ragazza, l’organizzazione è quindi all’interno di un gruppo. Il nigeriano che accompagna la giovane in Italia potrebbe anche, la volta successiva, non avere lo stesso ruolo. O potrebbe anche non esserci, per lui, una prossima volta: potrebbe anche scomparire, delinquere una sola volta nella vita per guadagnare due soldi e poi spostarsi in un altro paese o dotarsi di documenti per migrare in America o in Canada e iniziare una nuova esistenza.
“Non è il criminale incallito che si può identificare e andare ad arrestare. È molto difficile. La collaborazione fra Nigeria e Italia contro i trafficanti è quindi molto complessa”. “Per questo – conclude – parlare di mafia è azzardato”.

A lato di questa violenza e criminalità che sfrutta le donne, ci sono poi delle cellule criminali chiamate secret courts, forme di bande di giovani, molto diffuse in Nigeria, che nascono negli ambiti dell’università o della criminalità. Sono legate agli ambienti politici, alle massonerie, e sono illegali. “A Torino c’è stato recentemente un caso di un ragazzo punito con il macete – spiega Paradiso – che è un metodo utilizzato da queste organizzazioni criminali. Lo sfruttamento della prostituzione è un fenomeno che nasce qua, ma in Nigeria esistono anche altri ambiti su cui hanno controllo: la droga, che uno dei più grossi business criminale della Nigeria, in quanto è il paese dove si incrociano i mercati di eroina e cocaina che poi vengono smistati in vari continenti. E poi lo smuggling, lo spostamento di persone: il traffico di esseri umani”.

di Rosita ferrato

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