Goorgoorlou e la spesa quotidiana – Rosita Ferrato
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Goorgoorlou e la spesa quotidiana

Settembre 2009 – TORINO – Goorgoorlou è l’uomo medio senegalese, un padre di famiglia che lotta ogni giorno alla ricerca della Spesa Quotidiana (depense quotidienne), è colui che vive svariate situazioni, sia ironiche che tragiche, della società africana in generale. È un personaggio nato nel 1987 grazie alla fantasia di Alphonse Mendy, in arte T.T.Fons, giornalista e fumettista di Dakar, ospite a Torino in occasione della 4° edizione del Premio Africa e Mediterraneo per il miglior fumetto inedito di autore africano.

Negli anni ’80 il Senegal è colpito dal flagello della siccità, in un contesto di crisi mondiale che ha effetti devastanti sui paesi in via di sviluppo. Per uscire da questa situazione, il Fondo Monetario mette in atto in Piano di Aggiustamento Strutturale, con il risultato di svuotare le officine e le imprese di buona parte dei loro dipendenti, creando ulteriore disoccupazione, in un paese dove già parte della popolazione era scappata dalle campagne per occupare le strade di Dakar. Goorgoorlou è una di queste persone, il padre disoccupato che, in questo contesto di crisi, vive alla giornata e cerca di mettere insieme, con svariati espedienti, il pranzo con la cena.

“Ho iniziato la mia carriera come caricaturista nell’’82 presso il celebre giornale satirico Canard Enchainè – racconta l’autore – nel 1987, con alcuni colleghi, ho fondato la testata Cafard Liberè (scarafaggio liberato); con la caricatura volevamo comunicare, senza offendere, il carattere più visibile di una persona. Così è nato Goorgoorlou, un personaggio che voleva mostrare la vita quotidiana della popolazione; una figura che nel tempo si è evoluta, e da poco ha compiuto 20 anni, diventando anche il protagonista di una serie televisiva, famosa in tutta l’Africa”.
Un carattere che ha prima affascinato i lettori dei giornali, ristretta èlite (in Africa molti ancora sono analfabeti), poi ha raggiunto una diffusione anche tra il popolo grazie agli album (8 pubblicati) e alla televisione: “Molti dei paesi vicini seguono le puntate della serie, anche se non capiscon la lingua – spiega ancora l’autore – è la forza del fumetto, che è strumento sia di divertimento di dialogo: è la cultura del Senegal che viene veicolata”.

L’umorismo di Goorgoorlou ha ritmi lenti, distanti dalla cultura occidentale. Ha colori e ambientazioni dell’Africa e dialoghi arguti, ma con tempi, per noi, dilatati. La pazienza di un disoccupato che vaga per le strade per la Spesa Quotidiana, riflette un mondo e un’atmosfera affascinante, davvero “Altra”, ma con tematiche che ci riguardano: “Nelle bandes dessinèes di Goorgoorlou spesso emerge il problema dell’emigrazione. E’ un fenomeno che è sempre esistito, ma oggi è diventato troppo massiccio. Quando io ero ragazzo, metà anni ’70, erano gli adulti che se ne andavano, oggi sono i giovani, gli adolescenti. E non emigra solo il singolo: c’è la famiglia che rimane in Africa che ha aspettative, e non sempre la realtà corrisponde al sogno. In questo senso, la nona arte è importante: può aiutare a sensibilizzare, soprattutto i giovani, anche se non può fermare l’emigrazione”.

di Rosita Ferrato

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